Jacopo Matticari, classe 2006, vince il drappo di Rita Rossella Ciani. Online la photogallery ufficiale dell’edizione 2026
La Giostra dell’Anello 2026 si chiude nel segno di Porta Ascarana. A conquistare il drappo realizzato da Rita Rossella Ciani è stato Jacopo Matticari, cavaliere classe 2006, in sella a Soraya, protagonista di una prova di grande precisione e continuità.
La giornata di domenica 5 luglio ha confermato la formula introdotta per la Giostra dell’Anello: al mattino la selezione tra i dodici cavalieri iscritti, suddivisi in gruppi abbinati alle quattro Contrade; nel pomeriggio la sfida decisiva tra i migliori classificati di ciascun gruppo. Un meccanismo che rende la gara particolarmente intensa, perché ogni cavaliere è chiamato prima a conquistare l’accesso alla finale e poi a rappresentare la Contrada assegnata nella competizione per il drappo.
Matticari è stato l’unico cavaliere capace di centrare tutti gli anelli tra la selezione del mattino e la gara del pomeriggio. Nelle tre tornate decisive del pomeriggio ha chiuso con 1347 punti, costruendo una vittoria netta, fondata su regolarità, precisione e tenuta emotiva.
Alle sue spalle si è classificata Porta Offuna, rappresentata da Alessio Ricchiuti su Admiral Force, con 1303 punti. Terzo posto per Porta Picena, con Luca Passamonti su Indigo, a 1171 punti; quarta Porta Alvaneto, con Matteo Rivola su Buran, a 936 punti.
Anche in questa edizione è scattata la regola dell’inversione prevista dal regolamento per l’ultima tornata. L’ordine di partenza finale viene stabilito sulla base della classifica provvisoria, dal punteggio più basso a quello più alto; qualora la Contrada chiamata a partire per prima coincida con quella estratta al quarto posto nel sorteggio, si procede all’inversione tra la terza e la quarta classificata. Una norma pensata per evitare che un cavallo possa essere chiamato a disputare due tornate consecutive e confermata anche nella Giostra dell’Anello 2026.
Per Porta Ascarana è una vittoria di grande significato. Non solo per il ritorno al successo dopo il 2013, ma anche per il profilo del cavaliere che lo ha reso possibile. Jacopo Matticari appartiene infatti a una generazione giovane, già capace di misurarsi con gare tecnicamente impegnative e contesti di forte pressione. La sua affermazione conferma una delle vocazioni più importanti del Palio di San Ginesio: essere un luogo di confronto e crescita, capace di offrire spazio a cavalieri emergenti accanto a interpreti già affermati nei principali circuiti delle giostre storiche italiane.
Al cavaliere vincitore è stato consegnato anche il bozzetto originale del drappo, una scelta che distingue il Palio di San Ginesio e che lega in modo diretto il gesto atletico all’opera artistica. Il drappo resta alla Contrada vincitrice, mentre il bozzetto diventa il riconoscimento personale per chi, in campo, ha conquistato la vittoria.
Nel corso degli anni il Campo del Palio è stato per molti cavalieri un passaggio importante, un banco di prova nel quale tecnica, sangue freddo e rapporto con il cavallo si intrecciano con la dimensione comunitaria della festa. Anche l’edizione 2026 ha mostrato questa doppia natura: da un lato la precisione della competizione, dall’altro la partecipazione delle Contrade, il corteo storico, il pubblico e il lavoro collettivo che rendono il Palio uno dei momenti centrali dell’estate sanginesina.
La vittoria di Porta Ascarana si inserisce inoltre in una stagione attraversata da un suggestivo filo giallo. Nel mese di maggio, San Ginesio aveva conferito il Riconoscimento Straordinario “Fornarina” a Rosanna Bonelli, detta “Rompicollo”, unica donna ad aver corso il Palio di Siena e figura profondamente legata alla Contrada dell’Aquila. Pochi giorni prima della Giostra dell’Anello, proprio l’Aquila è tornata a vincere il Palio di Siena dopo trentaquattro anni. Il successo di Porta Ascarana, Contrada gialla di San Ginesio, non va forzato come coincidenza, ma resta dentro una trama simbolica che ha accompagnato questo 2026: il dialogo con Siena, il valore delle storie che ritornano, la capacità del Palio di trasformare colori, memorie e appartenenze in racconto collettivo.
Il drappo conquistato da Porta Ascarana rafforza anche il percorso artistico avviato per il Palio 2026. L’opera di Rita Rossella Ciani, dedicata al tema delle virtù femminili, dialoga con la memoria della Fornarina, con il riconoscimento a Rosanna Bonelli e con il più ampio racconto identitario che lega San Ginesio alle proprie storie fondative.
A completare la restituzione dell’edizione 2026 è stata pubblicata sul sito dell’Associazione anche la photogallery della Giostra dell’Anello, con gli scatti di Luca Bussotto. Il racconto per immagini ripercorre i diversi momenti della manifestazione: la gara eliminatoria del mattino, il corteo verso il Campo del Palio, la cerimonia del fazzoletto, le tornate del pomeriggio, i festeggiamenti di Porta Ascarana, il rientro in piazza e la premiazione.
La Giostra dell’Anello apre così la stagione agonistica del Palio di San Ginesio 2026, che proseguirà ora verso il secondo appuntamento equestre dell’anno: il Palio della Pacca – 55ª edizione, in programma il 15 agosto.
Prima della gara, il calendario paliesco tornerà ad animare il paese con gli appuntamenti di avvicinamento: il 10 agosto sarà presentato il drappo del Palio della Pacca, realizzato da Paola Imposimato; il 12 agosto si svolgerà la cena medievale con delitto; il 13 e 14 agosto tornerà la taverna. Il 15 agosto, dopo la disputa del Palio della Pacca, la chiusura della stagione paliesca sarà affidata al concerto dei Mortimer Mc Grave.
Con la vittoria di Porta Ascarana, il Palio di San Ginesio aggiunge una nuova pagina alla propria storia recente: una pagina giovane, precisa, gialla, costruita nel segno della continuità, della partecipazione e della capacità del Palio di parlare ancora al presente.
La photogallery completa è disponibile su www.atsg.it/photogallery_anello_26/
